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Gas radon negli edifici: perchè misurarlo?

Tauw: monitoraggio gas radonL’esposizione al gas radon in ambiente lavorativo sta diventando un tema sempre più sensibile per i datori di lavoro e per i proprietari di immobili, oltre che per i lavoratori stessi. Il radon è presente naturalmente nel sottosuolo, può accumularsi all’interno degli edifici e nel lungo termine può essere causa di tumori polmonari nei soggetti esposti. Tauw Italia può fornire assistenza sia nella verifica della presenza di radon sia nella pianificazione di azioni di rimedio.

Il radon viene emesso naturalmente da rocce e suolo, e penetra attraverso fessure e giunti della soletta accumulandosi nei locali interrati, seminterrati o comunque nei locali a contatto con il suolo. Tutti i lavoratori che trascorrono buona parte della giornata in questi locali, in particolare se con scarsa ventilazione, sono potenzialmente a rischio radon.

Gli obblighi del datore di lavoro

La normativa italiana in materia di protezione dei lavoratori e della popolazione dagli effetti dannosi delle radiazioni ionizzanti (D. Lgs. 230/95 e s.m.i.) obbliga il datore di lavoro a misurare la concentrazione media annua di gas radon nell’aria presso i locali interrati dove almeno un dipendente vi lavora per più di 10 ore al mese. In aree particolari, determinate dalle Regioni, l’obbligo può essere esteso anche ai locali seminterrati o al piano terra.

La normativa italiana prevede una misura di durata pari ad un anno, per poter calcolare il valore medio annuo di concentrazione di radon in aria e tener conto delle naturali variazioni stagionali di emissione.

Qualora la concentrazione media rilevata superi il valore limite (500 Bq/m3), la normativa obbliga a porre in essere azioni di rimedio finalizzate a riportare il valore sotto tale limite. Invece, nel caso in cui la concentrazione di gas radono rilevata sia inferiore al limite di legge, ma superiore all’80% del limite stesso (400 Bq/m3), sebbene non siano previste azioni di rimedio, il datore di lavoro è tenuto a ripetere il monitoraggio con cadenza annuale.

In ambito lavorativo il Decreto Legislativo 230/1995 prevede anche la possibilità per il datore di lavoro di non porre in essere azioni di rimedio, nonostante la concentrazione rilevata di gas radon sia superiore al valore limite. Questo è possibile solo se, avvalendosi di un esperto qualificato per la radioprotezione, si riesca a dimostrare che nessun lavoratore e nessuna persona del pubblico, in funzione della loro permanenza nei locali, riceve una dose superiore a determinati valori annui (3mSv/anno per i lavoratori e 1mSv/anno per il pubblico).

Al momento non esistono invece obblighi normativi riferiti agli immobili residenziali. Nonostante ciò, nel caso si voglia comunque procedere ad una valutazione volontaria presso un’abitazione, è possibile prendere come riferimento i valori limite individuati dalle legislazioni di altri Paesi Europei.

Le azioni di rimedio

Nel caso di superamento del valore di legge, e qualora si preveda che i lavoratori o le persone del pubblico ricevano una dose annua superiore a quanto definito dalla normativa, è necessario porre in essere azioni di rimedio. Tali azioni possono essere di due tipi:

1. Interventi ingegneristici o strutturali finalizzati a ridurre la concentrazione di radon al di sotto del limite di legge, come ad esempio la ventilazione forzata dei locali o la realizzazione di vespai areati sotto le fondazioni o ancora la sigillatura di giunti e fessure nei pavimenti.

2. Soluzioni di tipo gestionale finalizzate a ridurre il tempo di permanenza delle persone, ad esempio modificando la destinazione d’uso dei locali interessati.

La valutazione del radon nella compravendita immobiliare

Il gas radon, così come altri elementi pericolosi (es. amianto, fibre minerali, oli trasformatori, inquinanti nel sottosuolo), può essere considerato una passività ambientale gravante sull’immobile. La sua presenza infatti può rendere necessarie azioni di rimedio strutturali, con relativo investimento economico, oppure può comportare limitazioni di utilizzo di alcuni locali interrati o seminterrati.

Per questo motivo è consigliabile prendere in considerazione questo tema prima della eventuale acquisizione di un immobile, durante la fase di due diligence ambientale, al fine di verificare la presenza di tale passività e quantificare l’impatto economico della stessa sul valore del bene.

A tale scopo possono essere eseguite misure a breve termine che forniscono un valore di concentrazione di radon in tempi ridotti (es. nell’arco di una giornata).

Cosa può fare Tauw?

In Tauw Italia ci occupiamo del tema del gas radon da diversi anni: da misure e monitoraggi annuali per la protezione dei lavoratori (es. centrali elettriche, stabilimenti industriali, uffici) fino a misure brevi che possono essere  utilizzate per una valutazione preliminare dei luoghi di lavoro o nell’ambito di due diligence su immobili oggetto di acquisizione.

In particolare, grazie ad Esperti qualificati per la radioprotezione (ai sensi del D.Lgs. 230/95 e s.m.i.), possiamo fornire:

  • Misure della concentrazione media annua di gas radon, ai sensi della normativa vigente;
  • Misure brevi per valutazioni preliminari della presenza di radon (es. indagine conoscitiva, due diligence);
  • Consulenza sulle possibili soluzioni ed azioni di rimedio, in caso di superamento dei limiti di legge;
  • Gestione integrata dei monitoraggi ambientali dell'azienda (es. emissioni, scarichi, rumore, radiazioni elettromagnetiche, gas radon, ecc..).